Descrizione
Verrà inaugurata a Palazzo D’Oria, nell’atrio della Sala Consiliare, lunedì 20 aprile alle ore 18.30 la mostra prodotta dalla Città metropolitana di Torino dal titolo “1946-2026. Ottant’anni dal primo voto alle donne” in occasione dell’80° anniversario del primo voto delle donne in Italia, un traguardo storico che nel 1946 vide le cittadine partecipare per la prima volta alle elezioni per la Costituente, al Referendum istituzionale e alle consultazioni amministrative.
Questi gli orari di apertura dell’esposizione, visitabile fino a domenica 26 aprile: tutti i giorni dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Domenica 26 aprile apertura 15 – 18, in occasione dell’apertura mensile di Palazzo D’Oria al pubblico.
La mostra fotografica - ad entrata libera e gratuita - è stata resa possibile dal prezioso lavoro di Franco Senestro, custode e proprietario dell’archivio "La Bottega del Ciabattino". Nel 1983, durante la liquidazione della storica redazione della Gazzetta del Popolo in corso Valdocco a Torino, fu infatti Senestro a trovare in un armadio sette scatole di negativi che il curatore fallimentare non aveva notato.
Quel tesoro dimenticato si rivelò un patrimonio inestimabile: negativi che documentavano la vita di Torino tra il 1945 e il 1950, dai fatti di cronaca agli eventi politici, fino alle storiche immagini delle donne ai seggi il 2 giugno 1946. Un archivio che Senestro ha poi digitalizzato e catalogato con cura, dedicandolo alla memoria del padre, uomo coraggioso che nel 1942, nella sua vera bottega da ciabattino, faceva da basista per la Resistenza.
La qualità e l'autenticità di queste immagini hanno recentemente raggiunto il grande pubblico grazie al film "C'è ancora domani" di Paola Cortellesi. La produzione del film aveva infatti potuto visionare gli scatti in una precedente versione della mostra, nel 2016, e decise di utilizzarli come riferimento visivo autentico per ricostruire l'atmosfera del 1946, le code ai seggi e i volti delle donne che andavano a votare.
Il contributo dell’archivio è stato fondamentale per l'accuratezza storica della pellicola, tanto che il nome "Archivio La Bottega del Ciabattino" compare nei titoli di coda del film.
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Ultimo aggiornamento: 13 aprile 2026, 20:09